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Archive for giugno 2011

Molte cose ci spaventano per la rappresentazione che la nostra mente erige e non per la loro reale oggettività!! I singoli elementi che compongono una riproduzione mentale sono definite sottomodalità; quando raffiguriamo nella nostra mente un’esperienza, creiamo delle immagini (colori, forme, prospettive) e ascoltiamo dei suoni (volume, velocità, ritmo). Un’attività deve essere svolta sulla convinzione che in ciascuno di noi vi siano le potenzialità per potersi migliorare in tutti i settori della nostra vita! non esiste un metodo per vincere, ma un approccio ed esso è sulla persona.
Bisogna aiutare l’altro a trovare la motivazione, ma la decisione, per divenire definitiva, non può essere che presa dall’individuo stesso! Tutto ciò che ci serve, si trova dentro di noi, si tratta di crederci, scovarlo e usarlo!
Come siamo pensiamo e agiamo nella nostra vita quotidiana, infatti, influenza terribilmente le nostre performance sportive, lavorative e familiari, l’educatore- allenatore aiuta a raggiungere determinati obiettivi anche andando ad agire, se serve, su alcuni aspetti personali, bisogna entrare in empatia con qualcuno per riuscire a stimolare un suo cambiamento, una crescita a livello individuale! La recessione della nostra società nasce da una crisi dei sistemi educativi, essi non sollecitano l’intelligenza dell’individuo ma lo conducono a conformarsi verso un modello precostituito; invece di protenderlo a essere creativo, favoriscono un atteggiamento di passività; invece di guidarlo verso la libertà, stimolano il suo spirito gregario; e anziché incoraggiarlo a comprendere la vita, si limitano a insegnargli un mestiere o una professione. L’educazione tradizionale rende difficile il pensiero indipendente, pone fine alla spontaneità e genera individui mediocri; la maggior parte delle dottrine impartisce un’istruzione che pone l’accento su valori secondari, limitandosi a rendere competenti i giovani al sapere, a far trovare loro un impiego, la pecunia dovuta, un consorte e la consolazione dei dogmi religiosi. In tal modo animiamo l’individuo ad adeguarsi sterilmente alla società e non lo si assiste a riconoscere il proprio processo psicologico; si allevano così generazioni di ‘’ignoranti’’, ossia persone che magari hanno una laurea, ma che non conoscono se stesse. L’educazione è la comprensione di sé, la conoscenza di ‘’ciò che è’’ di percepire ‘’l’essenziale’’, l’insegnamento odierno è un fallimento perché ha distrutto l’originalità singolare, se alimentiamo solo la tecnica, la capacità lavorativa, l’efficienza e l’obbedienza, non siamo in grado di favorire una comprensione creativa! Quando il dovere diventa la ragione più importante, la vita si fa monotona e noiosa, una routine sterile e meccanica da cui cerchiamo di fuggire attraverso le infinite droghe, materiali e mentali, offerte dalla società da noi realizzata; l’affastellamento di conoscenze e lo sviluppo di abilità che chiamiamo ‘’educazione’’, porta l’uomo all’acquiescenza o a un senso di ribellione che, in mancanza di autoconoscenza, è indirizzato su obiettivi insignificanti. Purtroppo i governi e le religioni organizzate non sono interessati a creare uomini liberi, ma agognano a controllare la formazione per inculcare valori che privano i soggetti dalla facoltà di pensare in modo autonomo e intelligente. Per cogliere i nostri limiti, e quindi emanciparci, dobbiamo essere coscienti del modo in cui funziona la mente. Come dice un grande saggio indiano:

 La saggezza non è in vendita, non è una merce che possiamo comprare; non la troviamo nei libri, non possiamo accumularla, impararla a memoria o farne provvista, la saggezza cresce in noi con l’attenzione e la rinuncia all’egocentrismo: “AVERE UNA MENTE APERTA È PIÙ IMPORTANTE DELL’ACCUMULO DI NOZIONI.

JIDDU KRISHNAMURTI.

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