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Archive for luglio 2011

Qual è il valore della solitudine? È demoralizzante secondo voi mangiare o comunque godersi da singole piccoli appagamenti e gratificazioni della vita, come un pasto? Secondo me non è mortificante o deprimente un atteggiamento episodico di preclusione e indisponibilità nei confronti del mondo. Sicuramente assume valenza indiscussa e inequivocabile se essa diventa consuetudine. Finché il singolo cerca uno spazio individuale ed esclusivo o un tempo nel quale poter meditare e ragionare senza fuorvianti, ingannanti, coercitivi dialoghi e ‘’pettegolezzi’’ di circostanza, senza dover necessariamente adempiere i doveri oppure essere sottoposti a richieste di soccorso di persone dilette arriverà a comprendere il concetto tanto decantato: La Libertà!

Riservarsi uno spazio o un tempo è essenziale per la struttura dell’essere!

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Salutare e separarsi da una figura diletta anche per un breve intervallo ha una valenza assai incisiva e penetrante sull’essere, ci si strugge e ci si affligge involontariamente all’istante del distacco!
Teoricamente e concretamente la ripresa alla consuetudine genera tolleranza, contrasto e avversione per le trepidazioni e le eccitazioni vissute fino alla divisione. Codesto paradosso affettivo giace su un temporaneo equilibrio amoroso e passionale… Esso è vivo e forte quando coesiste e perdura nella condivisione e nella complicità ardente , ma può decadere e appassire quando essa diviene soltanto immaginaria chimera!
Il percorso vitale ricerca e si conferma nel fiore coltivato e nutrito congiuntamente, essa è un’arte che richiede dedizione, entusiasmo, rispetto e incanto stabile!

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Il temperamento non è destino.D.GOLEMAN

C’è la possibilità di apprendere alcune abilità della sfera emotiva, quali la capacità di controllare gli impulsi e di interpretare accuratamente una situazione sociale.. Il temperamento puó essere modificato dall’esperienza. L’ottimismo e la speranza proprio come il senso di impotenza e la disperazione possono essere appresi! Un’emozione arriva e travolge il nostro conscio e rapisce la razionalità… Lasciando spazio alla dolce sensazione che pervade cruenta nell’anima! Una canzone che descrive i dettagli del nostro stato d’animo garantisce la comprensione e la condivisione della pesantezza emotiva che trova un’equilibrio precario istantaneo e temporaneo, ma lascia la serenità eterna di un momento unico e vissuto al massimo emotivo!!
Il pensiero emotivo crogiola nello stato di quiete finchè una sensazione suscitata da una fermezza di carattere lo raffiora delineando lo stato rivoluzionario e di leader, la forza reale esercitata sull’emozione crea uomini cavallieri della propria anima!

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            Cos’è il tempo??

Possiamo sostenere che esso è solo lo spazio che intercorre tra una serie di eventi?! Ma cosa s’intende per spazio?? Non è forse una divisione?! La scissione è un’ostacolo che limita o impedisce la vicinanza di eventi ed emozioni che potrebbero essere condivise e convogliate ad ottenere la complicitá e il manifesto della felicità di amare! Ogni violenza contemporanea e quotidiana porta l’essere alla disillusione di amare e trascende in uno stato di confort crogiolandosi nell’abnegazione e nella dissipazione! L’arte di amare non viene trasmessa, non si impara da chimere o libri stravaganti, nasce dentro di noi; solo l’autoconsapevolezza di esseri liberi ci garantisce l’incolumità di vivere sereni e privi di mediocri e miserabili eventi che vengono ostentati dai media e dalla società da noi costruita! Bhè guardiamo un tramonto… che cosa c’è di speciale in esso? Che cosa lo rende supremo?perchè ci commuoviamo davanti a così tanta bellezza?! Non è forse la sua semplicità a renderlo puro e incolume alla negazione?! La semplicità e la limpidezza ci regala e garantisce l’emozione, la natura con il suo potenziale di forza dona all’uomo, a fondo perduto, l’energia e la forza di amare e generare.. Gli esseri viventi che si celano dietro alla maschera del silenzio come gli alberi sono in realtà il motore della vita! Noi uomini dobbiamo comprendere e chinarci di fronte a codesta bellezza, l’essere vivente è capace di emozionare solo attraverso la linfa della semplicità e della libertà!! Abbracciamo una pianta, cogliamo un fiore, mangiamo una verdura…e ci accorggiamo che la semplicità di essa ci porta all’evasione dell’elaborazione mentale… Ogni attimo che impieghiamo a guardare un tramonto non è segnato dal tempo ma dalla durata naturale che il processo ambientale richiede!! Il sorriso, l’amore e ogni emozione dovrebbe assumere la stessa valenza!
La natura è il mordente per replicare codesto processo naturale, coesistono percorsi divergenti che convogliano in relazione al bisogno di sentirsi liberi e puri! Le relazioni costrette che vivono lo scheletro dell’ignoranza di amare portano l’essere al tradimento e alla solitudine, trascinando il suo pensiero alla disillusione e all’abnegazione di relazioni libere e pure!
L’industralizzazione e il progresso hanno consentito la deturpazione dell’essenza dell’uomo e trasceso nel silenzio di una vita priva di libertà emotiva!! Vivere la natura arricchisce più di ogni patrimonio economico che l’uomo possa possedere e richiedere; l’essenza vitale si cela nella maschera più semplice che l’uomo possa intendere e desiderare: la natura…
Penetriamo nello stato naturale, solo attraverso questa chiave il nostro pensiero potrà divenire sincero e consolidare lo stato di serenità ed equilibrio interiore!! Io vi invito ad: ABBRACCIARE UN’ALBERO, la sua energia vi trasmetterà la voglia di vivere ed abbandonare il conflitto di sopravvivere!!

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La conoscenza di sé è l’inizio della libertà! Quando apprendiamo una verità e poi non agiamo di conseguenza, essa si trasforma in un veleno interiore,una tossina che si diffonde, cagionando disturbi psicoligici, malattie e squilibri.
Attraverso l’intelligenza creativa l’individuo si rinnova e si concede a una vita mansueta!
L’intelligenza non contribuisce alla beatitudine, nessuna rivoluzione cruenta risolverà i nostri problemi, solo un sovvertimento inconscio può mutare i nostri valori e creare un’ambiente disparato; nessun nuovo assetto sarà avverabile finchè ciascuno di noi non interromperà le sue barriere psicologiche e sarà prosciolto dai limiti da lui intimati.
Possiamo redigere un’atto con un programma utopico perfetto di un nuovo pianeta, ma sacrificare il contemporaneo a un futuro che nessuno può intendere non dirimerà i nostri problemi, ci sono parecchi elementi che attualmente possono entrere in gioco e nessuno può conoscere cosa ci preservi il futuro!
Le difficoltà dell’uomo non sono banali o palesi , sono complesse e aricolate, per comprenderle ci vuole pazienza e insight ed è indispensabile ed essenziale che ognuno di noi li afferri e risolva per conto proprio; non possono essere intesi con formule elementari o motti, nè possono essere risolti da esperti che agiscono seguendo un loro schema;esso può portare solo disorientamento e indigenza ulteriore. Abbiamo la capacità di risolvere i nostri molteplici disagi solo quando diveniamo consapevoli di noi stessi come processo totale, cioè quando raggiungiamo la cognizione mentale interiore; nessuna guida e nessuna dottrina religiosa ci donerà la chiave di questo intendimento! Per intuire noi stessi dobbiamo essere consci delle nostre relazioni, non unicamente con altri individui, ma anche con il patrimonio di cui noi godiamo, con le idee e la natura!
Una relazione che si basa sulle sensazioni non può mai essere uno strumento di liberazione dall’io; eppure molte nostre sensazioni si basano sui sensi, e sono la nostra conseguenza di un vantaggio personale, di conforto, di fiducia interiore; esse offrono una fuga transitoria dall’io, queste emozioni rafforzano la dipendenza relazionale portando l’essere a vincoli e limiti. La relazione è uno specchio dove si possono vedere l’io e le sue attività; solo quando si comprendono le sue modalità all’interno della relazione vi può essere una liberazione creativa dall’io stesso! Per trasformare il mondo dobbiamo rigenerarci interiormente, possiamo provare un sollievo temporaneo unendoci a gruppi, studiando riforme economiche e sociali emanando leggi o pregando, ma qualsiasi cosa facciamo, senza la conoscenza di sé e l’amore che è insito in essa, i nostri problemi non faranno che amplificarsi e moltiplicarsi; se dedichiamo la mente e il cuore allo scopo di conoscerci risolveremo i nostri conflitti e dispiaceri!! L’educazione odierna sta creando esseri sconsiderati e privi di vocazione individuale, ci laureamo e con un po’ di fortuna troviamo un’ impiego che spesso si traduce in una eterna routine per il resto della nostra vita; il lavoro può non calzare alla nostra scarpa ma siamo obbligati a continuare perchè non abbiamo altri mezzi di sostentamento; forse abbiamo voglia di fare qualche cosa di diverso ma gli obblighi e le responsabilità ci frenano, e siamo circondati dalle nostre ansie e paure; frustrati cerchiamo una via di fuga attraverso il sesso, alcol, religioni stravaganti o l’ostentazioni politiche… Quando le nostre ambizioni falliscono, diamo eccessiva importanza a ció che dovrebbe essere normale, e creiamo un problema psicologico, finchè non avremo una comprensione completa della vita e dell’amore avremo sempre più problemi nelle nostre relazioni, che ci porteranno all’infelicitá e alla distruzione!

L’IGNORANZA È LA NON CONSAPEVOLEZZA DEL FUNZIONAMENTO DELL’IO, NON PUÒ ESSERE DISSOLTA CON ATTIVITÀ O RIFORME SUPERFICIALI, POSSIAMO ELIMINARLA SOLO CON LA CONSAPEVOLEZZA COSTANTE DEI MOVIMENTI E DELLE REAZIONI DELL’IO IN TUTTE LE RELAZIONI!

Dobbiamo renderci conto che non siamo solo condizionati dall’ambiente ma che noi stessi siamo “L’ambiente” non siamo separati da esso, i nostri pensieri e le azioni sono indotti dai valori che la società ci ha imposto! Non ci accorgiamo di essere l’ambiente perchè in noi coesistono più entità , che ruotano tutte intorno all’io e all’ego. Esso è formato da queste entità che poi si presentano in svariate forme e da questo aggregato nasce la figura centrale, colui che pensa, la volontà dell’io e del mio; questo processo determina così la divisione tra io e non io; tra l’io e l’ambiente o tra l’io e la società. Questa separazione è l’inizio del conflitto, interiore ed esteriore. La consapevolezza dell’intero processo, nella sua parte cosciente e in quella nascosta, è meditazione, e attraverso di essa l’io, con i suoi desideri e conflitti, viene trasceso. La conoscenza di sé è necessaria se si vuole perseguire la libertà dalle influenze e dai valori che danno rifugio all’io; solo in questa libertà vi è creazione e verità!

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