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Archive for gennaio 2012

T’amo e in questo dì di gelo il mio cuore si è aperto per accettare un dono meraviglioso..
La tua esistenza nobilita la mia, dona e riceve amore fraterno! Hai pervaso la mia vita emotiva e costantemente la mette in discussione!! Sei la mia gioia e il mio dolore, ma ogni volta che ti stringo forte prevale l’emozione!!
Con i tuoi occhi catturi la mia attenzione e come un vortice ti fai onore.. Vorrei che in questo giorno nessuno possa recarti dolore ma ti porti amore!! Auguri Stella!

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Pioggia…

La pioggia cade e irriga la terra
È come una gradevole e deliziosa coperta che conserva l’animo naturale.
Oggi cosa esalta l’uomo come la pioggia eleva i fiori?
Le emozioni forse?
Ma siamo pronti a farci pervadere da esse?
Sicuramente troppo concreti e nevrotici, omettiamo lo spirito emotivo che si vela interiormente.
Lasciarsi andare è diventato un progetto assurdo e irrealizzabile o forse una mera chimera che appare unicamente nei cuori più insicuri, fragili e mistificati.
La vita è un fremito che s’inficia celermente e scorge ampiezza in corrispondenza al nostro desiderio.
Comprendere, percepire, redimere, volare, divertirsi è tutte imprese o riflessi formalmente consueti.
Se compiuti in un’ordinaria routine non hanno sensibilità percettiva ma se vissuti visibilmente nello spirito possono divenire inesorabili.

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Follia…

In questo dì di sole
mi delizio nell’immaginare la follia d’amore che brama di ardente passione.
In questa palpitante giornata gelida riconosco mielato tepore e soave armonia che gradirei mi portasse via.
Là dove l’uomo non approda e ci s’inchina alla nostalgia esiste un posto che occulta la follia.
Infuocato e sconsiderato esso dipinge la pazzia.
L’uomo erige il suo benessere e avvicina la frenesia, atterrito ne, ricerca il senso ma il momento lo censura e lo trasfigura disperdendo la sua reale natura.
Ogni persona suppone e confida nella sua pena di vita.
… si volta quando essa è diminuita e si accorge che della sua vita è rimasto solo il ricordo di non aver navigato in una gradevole e amabile follia.

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Azione e reazione…

…”A ogni azione corrisponde una reazione uguale o contraria, questa teoria dinamica trova valenza anche in una situazione emotiva?” I principi della dinamica sono la base concettuale di quella branca della fisica che studia e descrive le relazioni tra il movimento di un corpo e gli enti che lo modificano; sono da notare comunque che, nonostante il nome comune di questa legge “terzo principio di Newton Azione- Reazione” non si debba  pensare a “Azione e Reazione” come qualcosa che accade in due momenti diversi perché può avvenire contemporaneamente e a quel punto si annullano. Mi pongo il compito di tracciare un’introduzione alle emozioni, e procedere verso la descrizione dello sviluppo della comprensione infantile di emozioni, e della capacità degli individui in generale di “COMPRENDERE” cosa possono provare gli altri e in quali condizioni; questi aspetti sono cruciali per lo sviluppo del senso di responsabilità personale e di adeguamento alle norme di un gruppo o di una comunità; inoltre, sono in definitiva, tra i presupposti principali sia del disadattamento individuale sia della deviazione dalla cooperazione sociale. Come definizione iniziale suggerisco la seguente: le emozioni sono schemi di azione che coinvolgono il livello psicologico (le rappresentazioni), il livello comportamentale (le reazioni), e il livello biologico (le attivazioni neuro-ormonali). La funzione delle emozioni è di:
a) informare il soggetto delle emozioni degli altri,
b) riconoscerle in se stesso,
c) preparare l’azione adeguata.
Le emozioni sono euristiche di condotta derivate dalle influenze della nostra evoluzione.

Principali teorie
Come spesso accade, vi è un cospicuo numero di teorie, che riflettono nel tempo gli interessi della ricerca. La prima, in ordine di tempo tra quelle moderne, è quella di James-Lange; Secondo questa teoria l’emozione è determinata dall’effetto sulla coscienza delle reazioni organismiche scatenate da uno stimolo: lo stimolo è colto dai sistemi superiori corticali coincidenti con la coscienza . La coscienza coglierebbe dopo quanto è accaduto a livello biologico e comportamentale. Un’altra teoria è di Watson. Egli inquadrava le emozioni come reazioni periferiche nelle funzioni di risposta a stimoli ambientali, senza il bisogno di citare la coscienza del soggetto in questa reazione. Teoria che in qualche modo si appoggiava ai riflessi condizionati. Una teoria del tutto diversa è quella di Cannon-Bard (anche in questo caso prende il nome da due fisiologi che indipendentemente vi hanno contribuito). Questa teoria, cortico-diencefalica, vede nel processo di valutazione (superiore) un ruolo primario che innesca attraverso l’azione (inferiore) dell’ipotalamo gli schemi predisposti delle reazioni organismiche neuro-vegetativo-comportamentali, e quindi rimanda alla corteccia il segnale per l’attribuzione del significato emotivo. Questa teoria introduce in campo il concetto di schemi predisposti, di natura comportamentale e lascia aperta la via per lo studio del ruolo della valutazione del pattern che ha stimolato l’attivazione emozionale. Accanto a queste teorie “storiche”, citiamo la teoria di Schachter e Singer che vede nel processo di valutazione cognitivo un ruolo centrale fondamentale. Gli autori evidenziano che il soggetto attribuisce a uno stimolo un valore di attivazione e in seguito assegna alla situazione un significato emotivo invece che un altro (oppure nessuno). In sostanza, l’attivazione non è sufficiente per avere un’emozione, è il processo di attribuzione del significato che la definisce. In questo caso vi è un passo avanti nello studio della valutazione soggettiva, ma una mancanza nella spiegazione dei fattori emotivi di base. Una teoria molto moderna è quella di Johnson-Laird e Oatley (1990, 1995). Essi definiscono le emozioni come un sistema di segnalazione a più livelli. Uno arcaico, immediato, primitivo, più rozzo, ma molto diffuso. l’altro livello, più complesso, “proposizionale”, valutativo e autocosciente (con riferimento ad attribuzioni di significato su di sé, sul mondo, sugli altri). I due livelli hanno una giustificazione diversa: il primo, quello “di base”, è essenzialmente predisposto a una rapida risposta coerente con l’adattamento organismico all’ambiente, l’altro livello costituisce una caratteristica evoluta che coincide con le valutazioni e le comunicazioni sociali tipiche del pensiero proposizionale e autocosciente (Johnson-Laird,1990, 1991;Johnson-Laird e Oatley, 1990). In relazione alle teorie degli appraisal e delle tendenze all’azione (Arnold, Frijda, Scherer, Leventhal, Roseman, Smith e Ellsworth, Lazarus) gli elementi cognitivi e valutativi sono i contenuti e le cause delle emozioni; si tratta di conoscenze di per se stesse emotive con cui si valuta con immediatezza la dannosità/utilità dello stimolo per la persona e sono ciò che rende uniche e inconfondibili le varie emozioni.  E’ utile sottolineare la differenza tra il concetto di conoscenza (knowledge) e quello di valutazione cognitiva (appraisal): con il primo termine si indicano gli aspetti generali e contestuali delle conoscenze, sia concrete sia astratte e simboliche, organizzate nella nostra mente in forma di atteggiamenti, credenze, teorie ingenue, ecc…; le valutazioni cognitive sono invece una forma di significato personale che consiste di valutazioni compiute sul significato che le conoscenze hanno per il proprio benessere. In rapporto alle teorie della rappresentazione (Fehr e Russel, Shaver e coll., Conway e Bekerian, e per certi versi Kelly) le esperienze emotive sono concettualizzate nella mente in forma di prototipi e script; queste strutture regolano la codifica e la decodifica degli eventi emotigeni e, secondo alcuni, possono essere assunte come modelli impliciti del processo che produce l’esperienza emotiva. Le ricerche condotte per verificare la capacità discriminante delle valutazioni cognitive e delle tendenze all’azione hanno prodotto risultati incoraggianti ma non definitivi; per un verso, si può dire che sono stati individuati i sistemi valutativi specifici di alcune emozioni (quelle di base), ma d’altra parte queste associazioni fra valutazioni, tendenze all’azione ed emozioni si sono dimostrate poco stabili. Tuttavia, almeno per quel che riguarda le emozioni fondamentali si dispone di una concettualizzazione sufficiente a porre in relazione valutazioni personali, programma emozionale, e tendenza all’azione.

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