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Archive for the ‘attività fisica’ Category

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Buongiorno a tutti gli utenti in rete,
Spesso mi vengono poste molteplici domande sulla dieta del minestrone,perciò ho ritenuto cosa gradita pubblicare una risposta, spero esauriente,pubblicamente. Prima di analizzare dati tecnici vorrei fare una premessa: la dieta del minestrone da me messa in rete è generica, ha lo scopo di far riflettere le persone verso un cammino alimentare ricco di vitamine e fibre; esse hanno lo scopo di disintossicare e depurare l’intero organismo con conseguente perdita di peso ponderale a causa di una ridotta e diversa assunzione calorica. l’obiettivo è perseguibile previo consultazione nutrizionale, la dieta è strumento soggettivo. Normalmente è utile eseguire una corretta analisi corporea con la tecnica impedenziometrica “B.I.A. o Body Impedence Assessment”, è una delle tecniche attualmente più usate e affidabili per la determinazione della composizione corporea. Si basa sul dato fisico che l’acqua è un buon conduttore di corrente elettrica, metre il grasso è un isolante quasi perfetto. Poiché la massa magra corporea (FAT FREE MASS-FFM) è costituita prevalentemente da acqua, determinando il contenuto dì acqua dell’organismo, è possibile risalire facilmente al contenuto in FFM, e quindi al contenuto dì massa grassa (FAT). Il peso corporeo è molto influenzato dai livelli di attività fisica. Per questo, insieme alla dieta, l’attività fisica dovrebbe mantenere un ruolo centrale nei programmi di controllo del peso. L’obiettivo nel trattamento del sovrappeso è di ottenere un bilancio energetico negativo poiché questo è l’unico modo per perdere il grasso corporeo in eccesso. L’attività fisica può portare alla perdita di peso ma questo processo è molto lento. Un problema è rappresentato dallo stile di vita del soggetto, generalmente sedentario e non sufficientemente allenato a compiere i necessari esercizi aerobici per le durate previste nei programmi di perdita di peso (> 35 minuti). Potrebbero servire settimane o mesi di allenamento fisico prima che questi individui siano in grado di aumentare il loro dispendio energetico in maniera indicativa. L’attività fisica potrebbe essere utile anche per prevenire un guadagno di peso dopo aver ottenuto un calo ponderale. Alcuni studi suggeriscono che i soggetti che hanno perso peso hanno meno probabilità di riguadagnarlo se fanno attività fisica. L’attività fisica comporta dei benefici ulteriori per gli individui in sovrappeso oltre al fatto di produrre un aumento del loro dispendio energetico complessivo. Soggetti in sovrappeso che fanno regolare attività fisica conseguono il miglioramento degli esami bioumorali, un aumento del dispendio energetico a riposo (BMR), una maggiore capacità ossidativa dei grassi, un consumo d’ossigeno incrementato dopo l’attività fisica, un costo energetico superiore nella termogenesi indotta dalla dieta (DIT) e, infine, la sensazione di benessere psicologico. Inoltre l’attività fisica tende a preservare la massa magra (FFM) durante il calo ponderale. Recenti studi sull’effetto combinato della dieta e dell’esercizio suggeriscono che esso produce un calo ponderale superiore a 2 Kg rispetto alla sola dieta. Il trattamento combinato presenta un calo maggiore del peso corporeo, della massa grassa e del rapporto vita – fianchi rispetto alla sola dieta. L’esercizio è efficace anche nei soggetti in dieta che non modificano l’assunzione di alimenti e mantengono il peso. Sfortunatamente, è difficile misurare con precisione il dispendio e l’introito energetico, cosa che complica la valutazione del bilancio energetico in individui che vivono nel loro ambiente naturale. Miglioramenti della forma (valutati in base all’esercizio massimale) si associano a una riduzione del peso corporeo e delle pliche cutanee. Di converso, attività fisica (anche se moderata) e dieta troppo restrittiva (VLCD) potrebbe non garantire la conservazione della massa magra. L’attenzione del soggetto medio è rivolta esclusivamente al calo ponderale, non conoscendo le ripercussioni sulla salute addebitabili alla perdita di massa magra: aritmia cardiaca, edema, astenia, alterazioni ormonali, ecc. La perdita di massa magra è l’indicatore di un bilancio energetico troppo negativo e di una patologia legata al calo ponderale. Sia la dieta restrittiva sia l’attività fisica deve essere quindi regolati dalla supervisione di uno specialista, escludendo perciò i programmi generici. L’accumulo di grasso è soltanto il risultato di un bilancio energetico positivo e l’obesità si produce di solito da una modesta positivizzazione del bilancio energetico protratta per un periodo sufficientemente lungo. Anche se i programmi possono focalizzarsi soltanto sulla dieta o sull’attività fisica, occorrerebbe dare giusta importanza sia alla piccola riduzione dell’intake di cibo che al piccolo incremento nel dispendio di energia, cioè alla modesta negativizzazione del bilancio energetico. È sufficiente, per i soggetti in sovrappeso un adeguato training, svolgere tre sessioni di esercizio aerobico lieve alla settimana, per una durata di 45-60 minuti ciascuna. Il mio consiglio è perseguire l’obiettivo prefissato con l’ausilio di un tecnico sportivo e nutrizionale. In rete,si possono trovare i miei contatti utili per un confronto diretto.
Fabiana Avallone

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IL CANCRO: lesson cancer

Il  significato scientifico del termine ”CANCRO” è tumore maligno, esso è  una  malattie in cui un gruppo di cellule può  avere una crescita incontrollata con una divisione cellulare superiore ai limiti normali oppure  un’invasione cellulare con intrusione  e  distruzione dei tessuti adiacenti e nel peggiore dei casi una metastasi cioè diffusione in altre sedi nel corpo attraverso la linfa o di sangue. Queste sono le tre caratteristiche dei tumori maligni da non confondere con i tumori benigni, che sono caratterizzati da un’ auto-limitazione  non invadono i tessuti  o creano metastasi. Nel 2004 il cancro ha  causato  in tutto il mondo il 13% di tutti i decessi (7,4 milioni) . Le cause principali sono: cancro al polmone (1,3 milioni di morti / anno), tumore dello stomaco (803.000 morti), il cancro del colon-retto (639.000 decessi), cancro del fegato (610.000 morti), e il tumore al seno (519.000 decessi) . Il 30% del cancro è prevenibile attraverso la prevenzione e l’informazione; i fattori di rischio che contribuiscono al rischio sono : tabacco, obesità o sovrappeso, consumo insufficiente di frutta e verdura, inattività fisica, l’alcol, le infezioni sessualmente trasmissibili, e l’inquinamento atmosferico. Negli Stati Uniti, il cancro è responsabile del 25% di tutte le morti e  il 30% di questi per cancro ai polmoni. Il cancro più comune che si verifica nel sesso maschile è il cancro della prostata (circa il 25%) e nella donna è il tumore al seno ( circa il 25%). Il cancro può verificarsi anche in bambini e adolescenti  (circa 150 casi per milione negli Stati Uniti), con la leucemia.  Nel primo anno di vita l’incidenza è di circa 230 casi per milione negli Stati Uniti, con il neuroblastoma più comune. Nel mondo sviluppato, una persona su tre sviluppa un tumore nel corso della loro vita. Se tutti i pazienti oncologici sono sopravvissuti al cancro, le probabilità di sviluppare una vita post patologica senza ulteriore incidenza sarebbe una su nove perché i superstiti del cancro hanno un alto rischio di sviluppare un secondo tumore primario, e le probabilità sono tra i due ai nove anni.  Circa la metà di questi secondi tumori primari possono essere attribuiti al profilo genetico della persona, alcol e tabacco, l’obesità e esposizioni ambientali, e in alcuni casi al  trattamento curativo del  cancro precedente, che può essere attribuito ai farmaci chemioterapici o alle radiazioni.
PATOLOGIA:
Un cancro può essere rilevato grazie a una serie di allarmi che ci possono fornire l’eventuale sospetto questo deve portarci a controlli medici repentini per la diagnosi medica definitiva , le analisi nella maggior parte delle neoplasie maligne deve essere confermata da esame istologico delle cellule cancerose da un patologo; il tessuto può essere ottenuto da una biopsia o un intervento chirurgico. Molti biopsie (come quella del seno  o del fegato) può essere fatto in uno studio medico; per  altri organi  invece vengono eseguite in anestesia e richiedono un intervento chirurgico in sala operatoria. La diagnosi del tessuto dato dal patologo indica il tipo di cellula che sta proliferando, il suo grado istologico, anomalie genetiche e altre caratteristiche del tumore,  queste informazioni sono utili per valutare la prognosi del paziente e per scegliere il miglior trattamento. Citogenetica e immunoistochimica sono altri tipi di test che il patologo può effettuare sul campione di tessuto. Questi test possono fornire informazioni circa i cambiamenti molecolari (come le mutazioni, i geni di fusione e le modifiche dei cromosomi) che avviene nelle cellule tumorali e quindi potrebbero anche indicare l’evoluzione del cancro (prognosi) e il miglior trattamento.

EFFETTI:
Il cancro colpisce persone di tutte le età con il rischio maggiore con l’ aumentare dell’età. Il cancro è causa di circa il 13% di tutti i decessi umani nel 2007 (7,6 milioni). I tumori sono causati da alterazioni nel materiale genetico delle cellule trasformate. Queste anomalie possono essere dovuti agli effetti di sostanze cancerogene, come il fumo di tabacco, radiazioni, sostanze chimiche o agenti infettivi. Altre anomalie genetiche potrebbeRO verificarsi a causa di errori nella replicazione del DNA, o sono ereditate, e quindi presenti in tutte le cellule dalla nascita. L’ereditarietà dei tumori è di solito affetta  da complesse interazioni tra gli agenti cancerogeni e genoma dell’ospite. Le anomalie genetiche trovate nei tumori colpiscono tipicamente due classi generali di geni: oncogeni  e oncosoppressori, i primi sono in genere attivi nelle cellule tumorali,  dando nuove proprietà ad esse, come la crescita iperattiva e la divisione, la protezione contro la morte programmata delle cellule, la perdita del tessuto sano;  i geni oncosoppressori sono poi inattivati ​​in cellule tumorali, con conseguente perdita delle funzioni normali in quelle cellule, come la replicazione del DNA accurato, il controllo del ciclo cellulare, l’orientamento e l’adesione ai tessuti, e l’interazione con le cellule di protezione del sistema immunitario.
CAUSE:
Il cancro è una classe eterogenea di malattie che differisce notevolmente nella  causa e nella biologia. Qualsiasi organismo, anche le piante, è in grado di acquisire il cancro. Quasi tutti i tumori noti sorge poco a poco, attraverso l’errore di costruzione nella cellula tumorale e la sua progenie. Tutto ciò che si replica (le nostre cellule)sono soggette a  errori (mutazioni). A meno che la correzione degli errori e la prevenzione sia realizzata correttamente, gli errori sopravvivono e possono  essere passate  alle cellule figlie. Normalmente, il corpo si salvaguardia contro il cancro con metodi diversi, quali: l’apoptosi, le molecole di supporto, forse la senescenza, eccetera.  Tuttavia questi metodi di correzione degli errori spesso non in piccola parte nascono e si propagano.  Il cancro è quindi una malattia progressiva, e questi errori si accumulano lentamente  finché  la cellula comincia ad agire contro la sua funzione nell’organismo. L’errore che provoca il cancro: Gli errori che provocano il cancro sono spesso di auto-amplificazione, alla fine di capitalizzarsi a un ritmo esponenziale. Per esempio:

  1. Una mutazione nel macchinario di correzione degli errori di una cellula può causare a  quella cellula ed ai suoi figli ad accumulare errori più rapidamente
  2. Una mutazione nella segnalazione (endocrine) che possono inviare errore che causano segnali alle cellule vicine
  3. Una mutazione potrebbe indurre le cellule a diventare tumorali, causando loro di migrare e distruggere le cellule sane
  4. Una mutazione può causare la cellula a diventare immortale  causando ai distruzione delle cellule sane per sempre

Così il cancro spesso esplode in qualcosa di simile ad una reazione a catena causata da alcuni errori, che mescola in più errori gravi. Gli errori che producono più errori sono effettivamente le causa principali del cancro, e anche la ragione che il cancro è così difficile da trattare. Infatti, una volta che il cancro ha iniziato a svilupparsi, questa stessa forza continua a guidare la progressione del cancro verso fasi più invasive.

DIAGNOSI:
La diagnosi definitiva richiede l’esame istologico di un campione bioptico, anche se l’indicazione iniziale di malignità può essere sintomatica o anomale. La maggior parte dei tumori possono essere trattati,  una volta diagnosticato, il cancro è solitamente trattato con una combinazione di chirurgia, chemioterapia e radioterapia. Come si sviluppa la ricerca, i trattamenti sono sempre più specifici per diverse varietà di cancro. Ci sono stati progressi significativi nello sviluppo di farmaci che agiscono come  terapia mirata e che riducono al minimo i danni alle cellule normali. Inoltre, la classificazione istologica e la presenza di specifici marcatori molecolari può essere anche utile per stabilire la prognosi, così come nel determinare i trattamenti individuali.

STUDI NUTRIZIONALI PER LA PREVENZIONE DEL CANCRO:
Uno studio del 2005 di prevenzione secondaria ha mostrato che il consumo di una dieta a base di vegetali e cambiamenti dello stile di vita ha comportato una riduzione dei marcatori tumorali in un gruppo di uomini con cancro alla prostata che utilizzavano i trattamenti convenzionali non al momento. Questi risultati sono stati amplificati da uno studio del 2006. Oltre 2.400 donne sono state studiate, la metà assegnati in modo casuale ad una dieta normale, l’altra metà è assegnata a una dieta contenente meno del 20% di calorie di grassi. Le donne sulla dieta a basso contenuto di grassi sono risultati avere un rischio nettamente inferiore di recidiva del tumore al seno, nella relazione intermedia del dicembre 2006. Recenti studi hanno inoltre dimostrato i potenziali legami tra alcune forme di cancro e il consumo elevato di zuccheri raffinati e di altri carboidrati semplici. Anche se il grado di correlazione e il grado di causalità è ancora dibattuto, alcune organizzazioni hanno infatti cominciato a raccomandare riducendo l’assunzione di zuccheri e amidi raffinati come parte di regimi di cancro la loro prevenzione. Nel novembre 2007, l’American Institute for Cancer Research (AICR), in collaborazione con il World Cancer Research Fund (WCRF) ha pubblicato una prospettiva globale, “l’analisi più aggiornata e completa della letteratura sulla dieta, l’attività fisica e il cancro “; elencano le seguenti linee guida dietetiche:

  1. riducendo l’assunzione di cibi e bevande che favoriscono l’aumento di peso, vale a dire gli alimenti ad alta densità energetica e le bevande zuccherine
  2. mangiare prevalentemente alimenti di origine vegetale,
  3. limitare l’assunzione di carne rossa e di evitare trasformazione delle carni,
  4. limitare il consumo di bevande alcoliche,
  5. riducendo il consumo di sale e di evitare i cereali raffinati

Alcuni funghi offrono un effetto anti-cancro, che è pensato per essere collegato alla loro capacità di regolazione del sistema immunitario. Alcuni funghi noti per questo effetto sono, Reishi, Agaricus blazei, Maitake, e versicolor Trametes. La ricerca suggerisce i composti di funghi medicinali maggiormente responsabili di regolazione del sistema immunitario e con effetto anti-cancro, sono un insieme eterogeneo di composti di polisaccaridi, in particolare il beta-glucani. I beta-glucani sono noti come “modificatori della risposta biologica”, e la loro capacità di attivare il sistema immunitario è ben documentato. In particolare, i beta-glucani stimolano la branca innata del sistema immunitario. La ricerca ha dimostrato che i beta-glucani hanno la capacità di stimolare macrofagi, le cellule NK, le cellule T, citochine. I meccanismi in cui il beta-glucani stimolano il sistema immunitario sono  solo compresi parzialmente. Il supplemento di vitamina non è stato dimostrato efficace nella prevenzione del cancro. I benefici dei  componenti-nutrienti  del cibo stanno dimostrando sempre più di essere numerosi  rispetto al passato, per cui i pazienti patologici sono sempre di più invitati a consumare frutta e verdura per i benefici  e per la salute.; bassi livelli di vitamina D sono correlati ai rischi (Whether), inoltre il supplemento di Beta carotene  è stato rilevato causa  leggera di incorrere il rischio di cancro al polmone,  l’acido folico non è stato dimostrato efficace nel prevenire il cancro del colon al contrario può aumentare i polipi del colon.

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cancro

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Lesson 11

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OSTEOPOROSI:


Un milione e mezzo di fratture osteoporotiche della colonna vertebrale, del polso, dell’anca e di altri siti si verificano ogni anno, soprattutto in post-menopausa alle donne bianche.
L’inattività fisica e una scorretta dieta sono i fattori di rischio più importante di questa patologia.
Il termine osteoporosi  si riferisce ad una condizione in cui lo scheletro è soggetto ad un elevato rischio di fratture a causa della massa ridotta e le modifiche della micro-architettura ossea , anche se generalmente  è considerata come una malattia delle ossa, per alcuni è un processo para- fisiologico; la cui presenza predispone a un maggiore sviluppo delle malattie e una conseguente riduzione della speranza di vita, se non adeguatamente trattata.

Tipi Osteoporosi: è divisa in primaria (originale) o  secondaria (correlata a iperparatiroidismo, farmaci osteotoxic, ecc.);  la forma primaria è la forma più esclusiva (95% dei casi).
L’osteoporosi primaria:

1.       Osteoporosi idiopatica (la forma più rara di tutte)

2.        Di tipo I o di osteoporosi post-menopausale (a causa di un calo della produzione ormonale)

3.       Tipo II o l’osteoporosi senile (dovute a cause diverse, tra cui l’immobilizzazione, ridotta produzione di somatotropina, il testosterone, calcio, magnesio, vitamina D e altri micronutrienti importanti, ridotta funzione dell’enzima 1a-idrossilasi che produce l’ormone attivo della vitamina D, vale a dire il calcitriolo), si verifica soprattutto in osso trabecolare, questa è la forma con un maggior numero di fratture.

L’osteoporosi secondaria:

L’osteoporosi secondaria è un gruppo ricco di variazioni, ma rappresentano solo il 5% di osteoporosi. Le principali sono classificati come causati da:

1.       Iperparatiroidismo uso di droghe (steroidi, farmaci antiepilettici, eparina, anticoagulanti orali, diuretici dell’ansa)

2.        basso peso corporeo immobilizzazione prolungata

3.       Hypersurrenalism ipercalciuria

4.        BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva)

5.        Artrite reumatoide

6.       Sarcoidosi

7.       Celiachia

8.        Neoplasie maligne

9.        Ridotto assorbimento intestinale di sostanze nutritive

Eziologia:

La causa è la perdita dell’equilibrio tra osteoblasti e osteoclasti. La prima categoria di cellule contribuisce alla formazione delle ossa, il secondo contribuisce a riassorbimento osseo, se gli osteoclasti  lavorano più velocemente degli osteoblasti, le ossa si deteriorano. Nella  menopausa (modulo I) vi è un aumento della produzione di osteoclasti, a causa della perdita di estrogeni che porta ad un innalzamento possibile delle citochine, relative alla produzione di osteoclasti. Nella seconda forma, con l’avanzare dell’età diminuisce l’attività di osteoblasti.

Sintomatologia:
L’osteoporosi si manifesta inizialmente con una diminuzione del calcio e quindi del tono della massa ossea. Le ossa più facilmente colpite dalla diminuzione del tono sono le vertebre , il femore e il polso. Inizialmente è asintomatica per 2 / 3 delle persone, compaiono i primi segni di fratture, dolori ossei e muscolari con la presenza di fratture, ma possono anche passare inosservati da parte dei singoli e può mostrarsi anche con meno traumi visivi. Di solito il dolore  è acuto e crescente, in presenza di carico. Con l’ulteriore sviluppo si può arrivare al crollo vertebrale o frattura del collo del femore, le fratture possono portare a cifosi cervicale e lordosi.

Fattori di rischio:

Non modificabili:

1.       Età : è il fattore di rischio più elevato, come avviene di solito in età avanzata deterioramento della massa ossea, molto importante per le donne è anche l’età in cui si raggiunge la menopaus

2.        I fattori genetici: anche se non si è completamente

3.       Mancanza di ormoni come gli estrogeni (per le femmine), somatotropina, il testosterone (sia per i maschi e le femmine, l’unica forma II)

4.        Presenza di malattie: come la cirrosi, l’artrite reumatoide

5.       Malattie ereditarie: osteogenesi imperfetta, omocistinuria , acidosi tubulare renale

6.       Alterazioni endocrine, sindrome di Cushing (eccesso di cortisolo)

Invariante:

1. Dieta: la mancanza di calcio, proteine, vitamina C e vitamina D

2. Basso peso corporeo: deve essere inferiore all’85% di quello considerato ideale, o comunque in genere circa 55kg

3.  Abuso di alcool

4. Fumo di sigaretta

5. Algodistrofia

6. Anoressia nervosa

7. L’inattività fisica, che va da una vita sedentaria fino aLla paralisi;

8. Ipercalciuria (urine acido pH basso)

9. Ipogonadismo

10. L’uso di farmaci: come l’eparina, il metotrexate, etanolo e glucocorticoidi, che alterano il metabolismo e di produrre danni alle ossa  tumori del midollo osseo

Determinanti nutrizionali della densità ossea:

Molti fattori nutrizionali sono stati esaminati per le associazioni, come il Calcio, fosforo, tracce di Minerali e Proteine ​​che compongono il tessuto osseo:
Le determinanti nutrizionali più importanti sono:

1. apporto di calcio

2.vitamina D, A, K

3.Potassio

4.Proteina

5. Sodio

6.Caffeina

7.Alcol

Densità ossea e di calcio:

La massa ossea durante l’infanzia e l’adolescenza può essere aumentata con l’assunzione di calcio; i valori adeguati relativi all’ assunzione sono  di 1300 mg / die per età da 9 a 18 anni e 1000 mg per le età da 19 a 50 anni, sia per gli uomini e le donne.
Maggiore è l’assunzione di calcio e maggiore è la percentuale (circa  10-15%) di riduzione nel tasso di rimodellamento osseo nelle donne adulte; 1000-1500 mg / die è il corretto apporto di calcio per la pre-menopausa e donne in post-menopausa.

Con cibi ricchi di vitamina C, è possibile assorbire più calcio:

Gli alimenti più ricchi di contenuto di calcio mg/100g

Pecorino 1160
Parmigiano 1159
Rucola 309
Ricotta 295
Mandorle 240
Fichi secchi 186
Oyster 186
Green barbabietola 160
Mozzarella 160
Nocciole 152
150 cicoria
Acciughe 148
Octopus 144
Calamari143
Ceci 142
Cannellini 132
Noci 131
Agretti 131
Pistacchi 130
Yogurt 125
Latte 119
Radicchio 115
Gambero 110
Grano saraceno 110
Borlotti 102
Broccoli 97
Cardi 96
Indivia 93
fave 90
Cozze 88
Carciofo 86
Albicocca secca 85
Spinaci 78
Uvetta 78
Datteri 69
Bietola 67
San Pietro 65
Lepre 64
Olive 63                                                                                                                                                                                                                         Cavolo62
Cavolfiore 60

I 10 alimenti per content/100g Vitamina C:
Ribes rosso 200 mg
Peperoncino 151 mg
Broccoli e rucola 110 mg
Kiwi 85 mg
cavolini di Bruxelles e rape 81 mg
Cavolfiore 59 mg
Fragola, clementine, spinaci 54 mg
Arancio e limone 50 mg
Cavolo 47 mg
Tangerini 42 mg

Top 10 frutti per il contenuto di vitamina C / 100g:
Ribes rosso 200 mg
Kiwi 85 mg
Fragola e clementine 54 mg
Arancio e limone 50 mg
Tangerini 42 mg
Pompelmo 40 mg
Melone 32 mg
Lamponi 25 mg
kaki 23 mg
More di 19 mg

Densità ossea e vitamina D:

Il ruolo di insufficienza di vitamina D nell’osteoporosi è riconosciuto. Aumentare l’assunzione di vitamina D può aumentare l’assorbimento intestinale del calcio, abbassare i livelli circolanti di PTH (ormone paratiroideo) e ridurre il tasso di perdita ossea; vi sono anche prove che la supplementazione con vitamina D può ridurre le fratture.

La vitamina D mcg/100g alimenti più ricchi:
Tonno 16,30
Acciughe 11
Pesce spada 11
Trota 10,60
Luccio 10,60
Carpa 10,60
Squalo 9,10
Salmone 8
Anguilla 4,90
Sardine 4,50
Burro 4,35
Uova 1,75
NB: 40-80 mcg di vitamina D sono raccomandati in osteoporosi

Densità ossea e di potassio:
Un aumento della concentrazione sierica di potassio derivante dalla elevata assunzione di potassio nella dieta, stimola l’assorbimento intestinale di calcio; quest’ aumento ha un effetto opposto sul calcio perso con le urine. La prolungata carenza di potassio nella dieta può esaurire il livello del siero e portare a un maggiore riassorbimento di questo minerale dalle ossa. Per una parte della popolazione anziana, la carenza di potassio è una preoccupazione

Top 10 frutti per content/100g di potassio:
kiwi 400
banane 350
melone 333
albicocche 320
melograno 290
anguria 280
fichi 270
Pesche, more 260
ananas, nespola, 250
pompelmo 230
229 ciliegie
lamponi 220
clementini 210
arance 200
uva 192
prugne, susine 190
kaki 170
fragole, mirtilli 160
pera 127
mela 125

Densità ossea e di sodio
La densità di sodio provoca un aumento della escrezione renale di calcio, i livelli elevati di sodio sono tipici negli Stati Uniti, l’assunzione ottimale per minimizzare la perdita ossea sono stati stimati in circa 1000 mg / die di calcio, 4000 mg / die di potassio e di non superare i 2000 mg di sodio.

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Che l’attività sportiva apporti notevoli benefici sia a livello fisico che mentale è ormai universalmente riconosciuto. La salute è uno “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e PREVENTIVO. A partire da questa illuminante definizione, vediamo come si inserisce la ginnastica con il nostro bambino nel processo che porta le neomamme al totale ritrovamento della salute, ancora una volta intesa in senso olistico.
Com’è noto, durante la gravidanza e dopo la nascita del primo figlio la maggior parte delle donne riduce drasticamente l’esercizio fisico, per ragioni pratiche (mancanza di tempo, difficoltà a lasciare il bambino a una baby-sitter ecc.) o per altre ragioni, talvolta legate a questioni psicologiche (senso di colpa nel dedicarsi a se stesse e non al proprio bambino, paura di affidarlo alle cure di un estraneo, incomprensioni con il partner ecc.), talvolta legate a credenze assolutamente infondate (ad es. “se faccio sport non posso allattare!”…). I cambiamenti fisiologici che avvengono nel corpo di una donna durante e dopo la gravidanza, sommati al naturale aumento di peso e a questa drastica riduzione dell’attività fisica, producono il cosiddetto “detraining effect”, letteralmente “effetto dis-allenante”, ovvero la condizione in cui la madre ha perso l’abitudine all’esercizio fisico, e, in un circolo vizioso, si sente anche meno capace di svolgere attività sportiva con successo. Ma ecco come la ginnastica risponde a pieno alle esigenze delle neomamme in questa situazione: è un’attività non agonistica, che tutte le neomamme possono svolgere senza problemi, non porta via molto tempo (un’oretta al giorno), permette di portare con sé il proprio bambino senza doverlo lasciare a una baby-sitter né “abbandonarlo” a estranei, e, anzi, costituisce un momento di svago anche e soprattutto per il piccolo!
Per quanto riguarda il benessere psichico, è stata da più parti riconosciuta l’efficacia dell’attività fisica come antidepressivo naturale; l’ipotesi più affermata fa riferimento agli effetti biochimici dell’esercizio sportivo, ossia all’aumento dei livelli di endorfine (β-endorfine, sostanze oppiacee naturali, prodotte dal cervello) riscontrato in tali circostanze, e alla conseguente sensazione di “euforia” generata da questo meccanismo; sono state avanzate e confermate diverse ipotesi in campo psicologico, relative al notevole aumento del sentimento di autostima, collegato al senso di padronanza del proprio corpo e, spesso, al riscontro di effettivi risultati a livello fisico. La migliorata percezione della propria immagine corporea genera inoltre un forte sentimento di autoefficacia, ossia la convinzione di essere in possesso delle abilità necessarie a svolgere un determinato compito per raggiungere gli obiettivi prefissati. Nello specifico, numerosi studi  hanno dimostrato l’efficacia dell’attività sportiva nella cura dei sintomi della depressione post-partum (Boyce et al., 1993), che sia camminata (pram walking) o un programma completo di esercizi; codesti studi sottolineano ulteriori benefici “secondari” di questo tipo di attività, che aiuta a diminuire notevolmente i livelli di stress delle neomamme, spesso impegnatissime tra faccende domestiche, il lavoro, la relazione con il partner, costituendo una fondamentale fonte di distrazione per loro. È stata inoltre avanzata l’ipotesi che l’attività sportiva sia in alcuni casi addirittura più efficace di una terapia, perché migliora contemporaneamente anche la forma fisica e non solo il benessere psichico, e risulta molto più pragrammatica e socialmente accettabile per le mamme che soffrono di depressione post-partum rispetto a una vera e propria terapia.
Ultimo, ma non ultimo, l’aspetto sociale della questione: inevitabilmente la vita sociale di una donna si riduce notevolmente dopo la nascita di un figlio, limitandosi, nei casi più estremi, al solo contatto con il partner, che il più delle volte lavora durante le ore diurne, lasciando a casa la neomamma ancora in maternità con il piccolo. Questa situazione, per quanto non tragica, può portare la donna all’isolamento, amplificando e ingigantendo i suoi dubbi, le sue paure, le sue difficoltà, priva del confronto con altre persone che vivono nella sua stessa identica condizione. Che c’è di meglio, dunque, del fare ginnastica e scoprire che molti dei problemi che si affrontano in questi momenti sono comuni a tutte; l’importanza del sostegno sociale è cruciale nel periodo del post-parto, non solo a livello emotivo e affettivo, ma anche materiale, laddove ciò che viene scambiato nelle reti sociali non si limita a opinioni e sentimenti, ma include anche consigli pratici, riferimenti a specialisti, a centri d’accoglienza…insomma a tutto quello di cui una neomamma può aver bisogno, talvolta senza neanche rendersene conto. Quindi, care mamme, non dimentichiamo che, come ribadisce l’OMS, la salute è un nostro diritto, non solo come singoli, ma anche come collettività, e non dimentichiamo che la nostra salute, fisica e mentale, coincide con la futura salute della persona in assoluto più importante al mondo per noi: il nostro bambino.

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